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La poesia zen: ovvero, bellezza e verità in ogni cosa

La poesia zen: ovvero, bellezza e verità in ogni cosa

Solo perché esisto
Sono qui –
Tra la neve che cade
Issa (1763 – 1827)

Esistere. Essere qui ed ora. Trovarsi immersi nella natura, nel mondo. Questa è l’essenza della vita, la sintesi della felicità terrena. Della gratificazione del corpo e dello spirito. Della pace interiore.
È questo ciò che vogliono insegnarci i poeti Zen, come il maestro giapponese Issa. Concetti ed emozioni, resi attraverso impressioni poetiche che arrivano fino a noi con forza dirompente. Un processo del divenire, dove ogni minimo particolare in ogni momento dell’esistenza diviene partecipe dell’Assoluto. Lo scopo di questi componimenti è quello di far rivivere nella mente del lettore questo processo, unito alla sensazione dell’esperienza vissuta dal poeta, in modo che, anche a distanza di diversi secoli, l’effetto previsto rimanga invariato.

Perché invariato, naturalmente, è il mondo del quale queste poesie parlano. Il mondo reale, il mondo naturale. Il mondo in cui ogni giorno camminiamo e ci muoviamo, ma che, nella vita quotidiana, così poco riusciamo a percepire e a scorgere, sommersi come siamo da cemento, impegni, ansia da prestazione, confusione su noi stessi e sulla nostra utilità. Il mondo reale, l’essenza, è lì, a fianco a noi. Basta solo saperlo scorgere, tra un lavoro utilitaristico e l’altro. Basta solo cambiare punto di vista.

 

Che mondo,
dove i fiori di loto
vengono arati e trasformati in campo.
(Issa)

La vita contemporanea infatti, soprattutto per chi vive nelle grandi città, ha assunto caratteri di frenetica corsa verso un obiettivo, uno scopo, un ottenere qualcosa. Pensiamo che il nostro lavoro e il motivo per il quale guadagniamo soldi definiscano chi siamo veramente. Proviamo a cercare la verità “altrove”, a completare noi stessi con cose materiali o futili. Costrutti creati apposta per riempire un vuoto, per sopperire ad una mancanza. Sentiamo che qualcosa manca, ma non sappiamo cosa sia. Questo perché ci siamo volontariamente privati di essa.
Siamo infatti convinti che il mondo sia diviso, spaccato in due: Noi e Loro. Cultura contro Natura. Uomo opposto a tutto il resto, opposto all’altro, a ciò che esterno e diverso. Tendiamo a considerarci superiori: superiori al mondo naturale, superiori agli animali, superiori agli stranieri, superiori e basta. E vogliamo dimostrare la nostra superiorità raggiungendo qualcosa, sempre di più, sempre più in alto, sempre più distanti. Fino al momento in cui cadremo.

 

Nella ricerca di Lui consumai
La mia forza.
Una notte ripiegai
Il mio dito puntato:
mai più una Luna così! (Keppo)

maestro zen

 

I poeti Zen possono insegnare a rialzarci. Darci un’ispirazione, farci cambiare punto di vista. Possono avvicinarci alla verità. E a noi stessi.
Non esistono piani di superiorità. Tutto, gli esseri umani, uomini e donne, gli animali, la natura, sono sullo stesso, splendido, piano: i maestri la chiamano essenza del Buddha, noi potremmo chiamarla bellezza, verità, pace interiore, connessione col tutto, realizzazione, felicità.
La felicità infatti non si ottiene completando obiettivi, superando traguardi. Non conta la meta, conta il viaggio, il percorso, la crescita, la vita vissuta. Perché il vero miracolo, la felicità, la verità, si trovano nel vivere stesso, nell’essere vivi, nel respirare, nell’ascoltare ed assaporare ciò che ci circonda.

 

Viaggiatore felice:
luccichio di zanzara,
prati illuminati dalla luna.
Buson (1715-1783)

Perché la vita è qui. La vita è ora. Il momento presente. Vivi adesso, non nel passato, non nel futuro. Non per quello che è già stato o che ancora non è. Agisci, non rimandare: con le tue azioni, per quanto piccole, puoi realizzare ogni cosa. Guarda al mondo, e stupisciti ogni volta, come un dilettante, come un bambino, della sua bellezza e della sua unicità. Riscopri il miracolo della vita, senti, respira, ascolta: ciò che ti circonda non è altro rispetto a te, è parte di te. Perché è qui ed ora che stai vivendo, che devi guardare dentro te stesso, per crescere, per cambiare, per diventare te stesso. Non perderti dentro uno schermo, un lavoro, nell’egoismo e nel narcisismo. Esci, va’ là fuori: hai la possibilità di esplorare e di immergerti nella magnificenza che il mondo ha da offrirti. E tutto questo ti viene offerto per una semplice ragione: tu sei parte indissolubile di esso, e solo vivendo con esso ed al suo fianco, avrai la possibilità di capire davvero quanto siamo fortunati ad essere vivi. Quanto siamo fortunati ad esistere, tra un usignolo che canta e la neve che cade.

 

Fine del viaggio –
Ancora vivo,
in questa sera d’autunno
Basho (1644-1694)

zen painting

 

Appendice:
La filosofia Zen è nata in Cina intorno al 520 d.C. dall’incontro fra il Taosimo di Lao Tzu, e il Buddhismo, importato nel paese asiatico dal monaco indiano Bodhidharma. Qui durerà fino al 1300 circa, e verrà importata in Giappone nel XIII secolo, dove ancora oggi è presente in diverse forme. Per gli artisti e i maestri del tempo una di queste forme, la poesia, era una “Via” per il raggiungimento della Verità, complementare alla meditazione (Zazen).

Questo articolo non ha l’intenzione di essere una guida esaustiva alla filosofia Zen e alla sua poesia, ma semplicemente una riflessione scaturita da esse. Per una visione completa, professionistica e nel contempo divulgativa, rimando ai seguenti testi:
Poesie Zen”, Lucien Stryk e Takashi Ikemoto, Newton Compton, 2014;
Lo Zen”, Alan W. Watts, Tascabili Bompiani, 1987;
Qualsiasi libro di Shunryo Suzuki.

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Luca Ferrario

Written by Luca Ferrario

Ciao! Sono Luca, designer di professione, musicista per natura e scienziato per passione. La natura è la musa che mi guida in ogni mia azione: scoprire ed esplorare sono i primi passi per conoscere.
Website: http://www.lucaferrario.com/

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